Pubblicato in: Cucina, Quarantena

Strudel salato

Al trentordicesimo giorno di quarantena, ho finito tutto il repertorio culinario possibile.

Con i supermercati presi d’assalto dai folli che pensano di essere in carestia, invece che in pandemia, la varietà scarseggia e così anche nel piatto ci ritroviamo più o meno sempre la stessa roba.

In particolare con la verdura a foglia, tipo la bietola, che o la fai bollire o la fai bollire, non è facile inventarsi qualcosa di nuovo che non ti faccia dire “oh no, ancora tu..”

Questa settimana, ci abbiamo provato.

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Pubblicato in: Cucina, Quarantena

Le uova di Pasqua

Questa domenica, oltre ad essere il giorno numero ormai-non-si-sa-più-perchè-tanto-i-giorni-sono-tutti-uguali, è stata addirittura Pasqua.

La Pasqua, per me che non sono credente, è soprattutto un momento di ardue scelte: da un lato, c’è da decidere da che parte della famiglia andare (e quindi quale parte della famiglia offendere); dall’altro, che è anche la mia preferita, c’è da trovare una destinazione intrigante che costi il giusto per levarsi dai tre passi.

Per ovvi motivi, quest’anno il Potere Superiore o chi per lui mi ha sollevato dalle consuete scelte, per cui l’unica decisione da prendere è stata “che si mangia?”

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Pubblicato in: Fai da te, Piante, Quarantena

Restauri primaverili

In tempo di quarantena o si cucina o si pulisce (o si mangia). Tra un’infornata di biscotti (questi), che mi sono pure caduti nel terrazzo di quello di sotto, e un’abbuffata dei medesimi, con un meccanismo tale che appena usciti dal forno finiscono nel mio stomaco, mi sono accorta che il portavasi sul terrazzo aveva bisogno di me.

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Pubblicato in: Cucina, La sfida della cassetta, Quarantena, Riciclo

Riso avanzato

Terza settimana senza cassetta (qui la storia della cassetta) e terza settimana di reclusione in casa.

Nel tentativo di far fuori la maledetta cicoria pan di zucchero, che ormai è vecchia decrepita e non riusciamo a far fuori, decidiamo di fare un risotto.

Tantissimo risotto, per usarne il più possibile!

Ben presto però, ci accorgiamo del nostro errore: la pan di zucchero non è finita ed è avanzato un sacco di risotto. Così adesso abbiamo due cose che non ci vanno, da fare fuori. Bravoni!

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Pubblicato in: Cucina, Quarantena, Riciclo

Gli avanzi dei finocchi

Visto il tempo di quarantena, o “social distancing” come piace dire agli americani che poi fanno lo stesso i festoni di millemila persone come se fosse il 4 luglio, siamo ancora senza cassetta (qui la storia della cassetta), e da bravi cittadini, ci atteniamo alle indicazioni governative per le quali la spesa si fa una volta a settimana.

Cosa che facevamo anche prima, tra l’altro.

Il problema è che essendo entrambi a casa, e facendo tutti i pasti qui, il frigo si svuota al doppio della velocità. Così dopo 4 giorni è ancora pieno, si, ma di cose incompatibili tra loro.

Tipo salmone, uova, pasta d’acciughe, parmigiano e gli scarti dei finocchi.

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Pubblicato in: Cucina, La sfida della cassetta, Quarantena

La sfida della cassetta – i finocchi

Questa settimana siamo senza cassetta (qui la storia della cassetta) e lo saremo, presumibilmente, fino al 3 aprile.

Nel nostro frigo, gli unici stoici superstiti delle cassette passate sono i finocchi, che nel corso del tempo sono stati accumulati in grande quantità perché “tanto resistono e prima o poi li mangiamo”.

Prima o poi ovvero in tempo di quarantena quando non c’è altro da mangiare, a quanto pare.

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Pubblicato in: Cucina, La sfida della cassetta

La sfida della cassetta – i cardi 2.0

Questa settimana nella cassetta (qui la storia della cassetta) tornano per la prima volta, dopo quasi un anno, i cardi.

Mi sento più confident dopo il successo dell’ultima volta (qui la storia), per cui sono psicologicamente pronta per provare qualcosa di diverso.

In particolare, una ricetta che Google propina per prima tra i risultati, ma che io ho sempre evitato per via della presenza della poco amata besciamella: i cardi gratinati.

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Pubblicato in: Cucina, Riciclo

Biscotti con quello che c’è

Una domenica piovosa, supermercato di fiducia chiuso e niente biscotti per la colazione del giorno dopo: un’occasione perfetta per giocare a fare il pasticcere!

Nel frigo, oltre alla totale assenza di burro che verrà sostituito con l’olio, fanno bella mostra due bei limoni superbiologici, sfuggiti alla produzione di limoncello perché rimasti nascosti dietro un ciuffo di bietola.

Decido quindi di chiedere al buon vecchio Google una ricetta di biscotti al limone.

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Gli avanzi della vellutata

La settimana scorsa abbiamo fatto una vellutata di cavolo (qui l’articolo) con i prodotti della cassetta (qui la storia della cassetta).

Avendo usato un cavolo intero, ovviamente ne è avanzata una quantità industriale. Ho provato a farla fuori nei giorni successivi, ma dopo due pranzi e una cena a base della stessa cosa non sarei mai riuscita a sopportarne ancora.

Cosa fare, per non doverla buttare?

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La sfida della cassetta – il cavolo cappuccio 3.0

Questa settimana nella cassetta (qui la storia della cassetta), nascosto in una inspiegabile marea di finocchi, abbiamo trovato un cavolo cappuccio.

Un’altra di quelle verdure invernali con cui non sappiamo bene che fare, ma soprattutto un mentecatto che sembra un’innocua pallina ma nasconde al suo interno tre milioni di strati, per cui non finisce mai.

Cosa fare, in inverno, con una verdura di cui se ne ha una quantità industriale e che vogliamo far fuori subito? La risposta è solo una: la vellutata.

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