Pubblicato in: Cucina, La sfida della cassetta

La sfida della cassetta – l’incubo del cavolo viola

Nella cassetta della settimana scorsa (qui la storia della cassetta) c’era un bel cavolo viola. Mi è rimasto ultimo e ramingo in frigo, perché è quello che si conserva meglio e perché non ho la più pallida idea di come potrei cucinarlo.

Ho provato in passato a fare la vellutata o a farlo saltato in padella, ma non mi aveva innamorato. “Ho ancora un po’ di tempo per pensare a come farlo”, penso.

Fin qui tutto bene, se non fosse che nella cassetta di questa settimana c’è UN ALTRO cavolo viola.

Il panico! A questo punto, devo per forza cucinarne uno, prima che il mio frigo si riempia di cavoli viola e il mio stomaco vada in sciopero perché mi tocca mangiarlo tutti i giorni.

Scartabello virtualmente un po’ di ricette, senza innamorarmi di nessuna, finché non ne trovo una di una torta salata al cavolo viola. Perfetta!

Parto in quarta tagliando a metà il bastardo. Purtroppo l’altra metà mi avanza, quindi nel frigo abbiamo un totale di un cavolo viola e mezzo da far fuori prima della prossima cassetta (in cui spero non ce ne sia un altro…).

Un cavolo viola tagliato
Il nemico

Non ho nessuna voglia di fare la pasta, quindi la compro brutalmente al supermercato. Metto a cuocere il cavolo in padella dopo aver fatto un soffritto di cipolla e aspetto.

Sembra andare tutto bene, finché in cucina non si espande un odore nauseabondo. È il cavolo.

Inizio a preoccuparmi per la riuscita della cena, in quanto persona molto sensibile agli odori. Tengo duro, immaginando che una volta messo in forno nella pasta sfoglia, la situazione migliorerà.

MAGARI!

Una volta terminata la cottura, compongo la torta salata e metto tutto in forno, L’odore che salta fuori da quel forno è dieci volte peggio di quello che veniva dalla pentola.

Una volta ben cotta la pasta, tiro fuori la fonte dell’odore nauseabondo, temendo, a questo punto, anche per il sapore.

Torta salata di cavolo viola
Una fetta di fogna puzzerebbe meno

Mi faccio forza e ignorando l’odore la assaggio. È buona! Clamoroso!

Ovviamente avanza, perché si mangia con la bocca ma anche con il naso, ma devo dire che le prime due fette vanno giù quasi con gusto.

Peccato per il puzzo incredibile, perché per sapore e anche estetica si salverebbe. Un esperimento interessante, che non ripeterò mai più.

E c’è ancora un cavolo e mezzo del frigo da far fuori…

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