Pubblicato in: Fai da te, Liquori

Un progetto più grande di me – parte 2

Dopo aver passato la serata a prendere e riprendere misure (qui la parte 1 del progetto), avevo un’idea chiara al 70% di quale sarebbe stato il passo successivo.

Così ho preso la cassetta vuota della settimana precedente (qui la storia della cassetta), i miei fogli con calcoli e disegnini, e sono partita alla volta di Obi, che sapevo fornito di legno e soprattutto di servizio gratuito di taglio, che è la parte fondamentale.

Una volta arrivata al reparto legno ho perso una decina di minuti per guardarmi in giro e vedere cosa poteva offrirmi. Ho deciso si usare legno tagliato con spessore di 1.4 cm e sono sono messa in un angolino ad aggiornare i miei conti, visto che il cartone ha spessore praticamente zero e nel mio progetto non l’avevo contato.

Il momento stile “A Beautiful Mind” è durato 15 minuti buoni, tra conti e controlli. D’altronde, non sapendo quali spessori fossero disponibili al negozio, non potevo certo metterli nei miei conti la sera prima.

Ho fatto un gioco di tetris magistrale, in modo che tutti i miei pezzi fossero tagliabili da un’asse di un metro di lunghezza. Forte di questo mia eccellenza organizzativa, sono andata dall’omino del taglio, che dopo un’occhiata al mio schema sul foglio mi ha subito fermato dicendomi che tagli sotto i 10 cm non li poteva fare.

Addio! Il mio progetto prevedeva tre pezzi alti 6 cm e uno alto 3.  Devo fare i conti da capo.

Per fortuna, durante il mio giro perlustrativo, ho notato in vendita assi di determinato spessore e altezza in vendita già tagliate, per cui alla fine mi sono fatta tagliare a misura quelle.

Purtroppo lo spessore della tavola e delle assi era diverso, per cui ho dovuto di nuovo prendermi una decina di minuti per aggiornare i conti che, finita la carta, sono finiti diretti sulla cassetta.

Finalmente riesco a farmi tagliare i pezzi come dico io. Mi prendo anche della carta vetrata e un mordente color “noce”, e torno a casa col malloppo.

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Il malloppo

Adesso, il momento della verità: tornerà tutto come nei miei disegnini o mi troverò con un Tangram mostruoso di pezzi di legno tipo arte moderna?

Faccio una prova di assemblaggio con lo scotch di carta e, clamorosamente, torna tutto. I pezzi di legno sono delle dimensioni perfette e si incastrano con una precisione insperata.

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Il miracolo!

Adesso devo pensare al passo successivo: le maniglie. Nella prossima puntata!

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2 pensieri riguardo “Un progetto più grande di me – parte 2

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