Pubblicato in: Liquori, Raccolta

Liquore ai fiori di sambuco

Finalmente è giunto (e passato) il periodo in cui fiorisce il sambuco!

Tutti gli anni mi riprometto di andare a prenderne i fiori per farne uno dei liquori preferito di mio babbo, quello ai fiori di sambuco, appunto.

È una cosa che ho sempre voluto fare, senza averne mai l’occasione, o perché mi rinvengo troppo tardi o troppo presto. Quest’anno non mi sono fatta fregare da nessuno e ho finalmente provato questo esperimento.

Ho sfruttato un fine settimana in cui eravamo in visita dalla suocera: essendo il mio compagno originario di una zona lacustre, ho immaginato di potervi trovare uno sbotto di alberi di sambuco.

Difatti, in un luogo che mi dicono dalla regia sia noto per l’attività scambistica e voyeuristica, abbiamo trovato diversi alberi carichi di fiori e ce ne siamo portati via un bel po’.

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Il malloppo

Spinta dall’entusiasmo di poter finalmente provare questo liquore, di cui la versione commerciale non manca mai in casa, finisco per usare un litro intero di alcool per l’infusione. È una cosa che faccio di rado, in quanto sarebbe meglio non rimanere con più di due litri di sbobba sul groppone, nel caso non venisse bene.

Ma ormai quel che è fatto è fatto, resta solo da aspettare un paio di settimane per poter aggiungere lo sciroppo.

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Infuso di fiorellini

Purtroppo, distratta da altre questioni e quasi mai a casa, finisco per dimenticarmi completamente dell’infuso, lasciandocelo per più o meno un mese.

Il colore, quando vado a togliere i fiori, è nettamente più marrancio di quello che si compra (che non vuol dire, perché potrebbe esserci dentro chissà cos’altro) e l’odore non mi è familiare.

Con l’aggiunta dello sciroppo e il filtraggio arriva anche il momento della verità: il sapore non è sicuramente quello che mi aspettavo – quello del liquore commerciale – ma non necessariamente da scartare. Immagino che le due settimane di infusione in più abbiano influito ma tutto sommato sono comunque soddisfatta.

Aspetterò qualche tempo per vedere se cambia invecchiando e considererò la possibilità di aggiungere del limone, in qualche modo.

Riprendo questo articolo dopo un mese, per aggiornare la situazione sambuco: ho deciso, visto che avevo ottenuto due litri di liquore, di lasciarne uno così com’era e di aggiungere all’altro le bucce del limone.

Quello con le bucce è ancora in infusione, mentre l’altro è stato assaggiato anche dai miei assaggiatori ufficiali e devo dire che ha un buon sapore. Molto diverso da quello commerciale, che ha anche altri ingredienti, ma sicuramente più che godibile.

Cosa mi ha insegnato questo esperimento? Che aveva ragione la mi nonna: tra il dire e il fare, mettiti a lavorare sennò addio! Ci ho messo tre mesi nonna, ma prima o poi imparerò!

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