Pubblicato in: Liquori

Limoncello

Una sera mi arriva un messaggio da una delle mie zie: “ho un bel po di limoni bio che mi ha portato un mio amico, li vuoi?”

La risposta non poteva che essere: DIAMINE!

Il limone è uno di quei frutti di cui riesco solitamente ad usare tutto: la buccia gialla finisce nei liquori, il succo  va in una bottiglia in frigo per uso quotidiano, il resto della buccia viene fatta a pezzi e messa in un barattolo per usarla nella lavastoviglie, i semi solitamente li metto nella terra per vedere se germinano.

Quindi, una volta ritirati e sezionati clinicamente i limoni, sono arrivata a dover prendere una decisione riguardo le bucce. La prima scelta è solitamente fare il liquore rosmarino e limone, che è il mio cavallo di battaglia e anche il preferito di quasi tutti i miei amici (e di conseguenza il primo a finire) ma questa volta, fresca dell’aver preparato il limoncello per la mia amica Regina di Fiori (Luisaaaaaa) ho deciso di fare quello.

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Bucce in macerazione

Ho messo quindi le bucce di 7-8 limoni in 500 ml di alcool e le ho lasciate in macerazione per tre settimane. Di solito li lascio solo una quindicina di giorni, ma questa volta la scadenza delle due settimane coincideva con dei giorni in cui non ero a casa e me ne sono completamente dimenticata.

Una volta tirate fuori le bucce dal barattolo in cui erano in infusione mi sono accorta che avevo ottenuto un totale di quasi 150 ml in più di liquido, proveniente evidentemente dalle bucce, visto che non avevo aggiunto altro. Ipotizzando che fosse tutta acqua, ho mantenuto le quantità di sciroppo che avrei messo inizialmente, ovvero uno sciroppo al 65% con 500 ml di acqua.

Dopo qualche giorno, all’assaggio, mi sono trovata il risultato che pensavo: il sapore è ottimo, poco dolce e molto alcolico come piace a me. Ho deciso di abbassare un po’ la gradazione diluendolo un po’ e ho pensato per un attimo se fosse il caso di aggiungere succo di limone, altro sciroppo e soprattutto se mi convenisse filtrarlo o meno.

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Limoncello rustico non filtrato

Ho deciso di non aggiungere niente, ne zucchero ne succo, e nemmeno di filtrarlo, pensando che il processo avrebbe tolto un po’ di sapore amaro dovuto al particolato della buccia ancora presente che invece mi sembrava interessante.

Diciamo che ho ottenuto un limoncello molto poco “commerciale” e abbastanza rustico. Per questa volta sono soddisfatta, vediamo se la prossima vorrò provare qualche altra combinazione.

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