Pubblicato in: Cucina, Liquori

Liquore al carciofo

L’altro giorno, quando ho cucinato i carciofi (parlo di questo), mi sono trovata con un sacchetto dell’umido intero pieno di loro scarti. Che fastidio dover buttare tutta quella roba!

Prima di infilare tutto nel cestino, ho pensato un attimo a come avrei potuto riutilizzare gli scarti. Sicuramente non li posso mangiare, ma se provassi a metterli in alcool? Alla fine un liquore al carciofo esiste già, magari salta fuori qualcosa di onesto.

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Fidato barattolo con scarti di carciofo immersi in alcool

Ho quindi preso uno dei miei fidati ex contenitori della salsa di pomodoro e ci ho schiaffato dentro tutti gli scarti del carciofo: foglie, bucce, gherigli, tutto! Ho aggiunto mezzo litro di alcool, di cui ho sempre una bottiglia in dispensa che non si sa mai, e poi, visto che mi sentivo ispirata, ho messo anche la buccia di mezzo limone e due o tre chiodi di garofano.

Ho lasciato passare due settimane e mi sono messa a preparare lo sciroppo.

Di solito nei liquori ne aggiungo uno che è composto da acqua in pari quantità rispetto all’alcool e un 70% di zucchero in peso rispetto all’acqua. In questo caso, avendo usato mezzo litro di alcool, ho fatto lo sciroppo con mezzo litro di acqua e 350 grammi di zucchero.

Dopo una breve calcolo mi sono accorta, però che la gradazione sarebbe venuta un po’ più alta di quanto avevo preventivato, per cui sono partite le ricerche per capire cosa dovevo fare. La mia mezza anima scientifica mi diceva che avrei dovuto aumentare i liquidi che non sono alcool, mantenendo costante la concentrazione di zucchero rispetto al totale. Internet e “Il Manuale Del Liquorista” prima edizione, uno dei regali di compleanno più apprezzati della mia vita, invece, sembrano aumentare la quantità di sciroppo, che per loro è all’80% di zucchero e non al 70% come ho sempre fatto io.

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Filtraggio

Se lo dice “Il Manuale”, ho pensato, allora lo devo provare! Così ho aumentato la quantità di sciroppo (all’80%) in modo da avere la gradazione voluta (una trentina di gradi), ho mischiato alla macerazione, dopo aver tolto la parte organica, ho filtrato e imbottigliato.

Qualche giorno dopo sono andata ad assaggiare con tutta la curiosità di chi ha sperimentato e vuole vederne il risultato e sono rimasta estremamente delusa: a parte che non sa assolutamente di carciofo, il liquore è decisamente troppo dolce. L’unica cosa soddisfacente è il colore.

Bocciata la versione in cui si aumenta lo sciroppo e per quanto riguarda il sapore, immagino che non sia un caso se gli scarti della pulizia del carciofo si chiamano, appunto, “scarti”.

 

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